La rivalutazione dei beni d’impresa può essere effettuata con valenza esclusivamente civilistica, ovvero con valenza anche scale, dietro il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 3% (misura valida per tutti i beni, materiali ed immateriali), da applicarsi sulla differenza tra il costo storico del bene presente in bilancio e il maggior valore attribuito al bene stesso.

Possono essere oggetto di rivalutazione tutti i beni ad eccezione di quelli al cui scambio e produzione è diretta l’attività d’impresa nonché le partecipazioni purché iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie. La rivalutazione può riguardare il singolo bene e non deve essere quindi necessariamente fatta su una pluralità di beni costituenti una classe omogenea.

SOGGETTI BENEFICIARI


Possono aderire alla norma in oggetto, a prescindere dal regime scale adottato (ordinario o semplicato):
  • Società di capitali e enti commerciali residenti che non adottano gli IAS/IFRS per la redazione del bilancio;
  • Società di persone commerciali;
  • Imprese individuali;
  • Enti non commerciali;
  •  Soggetti non residenti con stabile organizzazione.

IMPOSTA SOSTITUTIVA

L’imposta da versare per ottenere una valenza scale della rivalutazione è pari al 3% sulla differenza tra vecchio costo di iscrizione e il nuovo valore attribuito, secondo le regole che vedremo di seguito.

Molto importante sottolineare che sarà inoltre possibile affrancare il fondo rivalutazione pagando un’imposta sostitutiva del 10% à questo comporta la possibilità di distribuzione di utili a mezzo detto fondo senza l’aggravio di ulteriori imposte per la società; qualora infatti si voglia procedere alla distribuzione di detto fondo di rivalutazione senza aver pagato l’imposta sostitutiva lo stesso dovrà essere tasso sia a fini IRES che IRAP (resta ovviamente invariata la tassazione in capo al socio percipiente degli utili).


AMBITO TEMPORALE PER EFFETTUARE LA RIVALUTAZIONE

La rivalutazione riguarda i beni risultanti dal bilancio al 31/12/2019 e deve essere effettuata nel bilancio al 31/12/2020. I nuovi valori patrimoniali saranno quindi iscritti in bilancio già a partire dal  bilancio al 31/12/2020 mentre l’ammortamento maggiorato produrrà i propri effetti a partire dal bilancio al 31/12/2021.

BENI OGGETTO DI RIVALUTAZIONE

 Possono essere oggetto di rivalutazione, ai sensi delle richiamate disposizioni:
  • i beni materiali e immateriali (marchi, brevetti, licenze ecc, con eccezione per i “meri” costi pluriennali), con esclusione di quelli alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa;
  •  le partecipazioni in società controllate e collegate, purché costituenti immobilizzazioni finanziarie.
Secondo quanto chiarito da Assonime (Circolare n. 2 del 7.2.2013) possono essere rivalutati anche i beni che sono stati oggetto di un precedente procedimento di rivalutazione, a condizione che detti beni presentino ancora un valore economico non interamente sfruttato (es. in presenza di rivalutazioni parziali, ulteriori incrementi di valore del bene ecc..)