L’Agenzia delle Entrate ha recentemente reso note, attraverso il provvedimento n. 194409/2017, le misure di semplificazione che riguardano la compilazione e gli obblighi di presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie [modelli Intrastat].
Le misure saranno valide a partire dal 1 gennaio 2018; si tratta di una novità rilevante per tutti i professionisti e le aziende che effettuano operazioni di scambio di beni o servizi al di fuori del territorio nazionale, ma all’interno della Comunità Europea.

Che cos'è l'elenco Intrastat?
 Intrastat è un sistema di controllo fiscale e statistico sugli scambi di beni e servizi all’interno del mercato comune europeo. Fu introdotto nel 1993, quando furono abolite le barriere doganali all’interno della (allora) Comunità Economica Europea.
Fin dal 2010, è obbligatorio presentare gli elenchi riepilogativi per via telematica. Tutti i soggetti titolari di partita Iva [persone fisiche o aziende] che intrattengono rapporti commerciali con i paesi comunitari sono tenuti a presentare i modelli Intrastat entro il 25 del mese successivo al periodo cui si riferiscono o, se tale scadenza cade in un giorno festivo nazionale, il primo giorno lavorativo che la segue.
È bene ricordare che l’Iva è sempre dovuta nello stato dove il bene o il servizio è acquistato e non in quello da dove proviene e che alcuni tipi di merce non sono soggetti all’obbligo di dichiarazione. 

Chi deve presentare l'elenco Intrastat

Tutti i professionisti o le aziende che vendono o acquistano beni e servizi all’interno della Comunità Europea hanno l’obbligo di presentare degli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni e servizi resi e degli acquisti di beni e servizi ricevuti, se tali operazioni sono effettuate fra soggetti passivi d’imposta sul valore aggiunto e se le operazioni avvengono fra diversi stati della comunità .
Tali soggetti debbono essere identificati da un codice di identificazione Iva, costituito dal numero di partita Iva preceduto dal codice dello Stato (codice ISO, composto da due lettere). È utile sapere che è obbligatorio indicare le condizioni di consegna per i beni, le modalità di trasporto e l’importo della transazione con la relativa valuta.
Sono considerate come operazioni intracomunitarie tutti gli scambi tra soggetti all’interno della comunità che rispettino i seguenti requisiti:
  • Esistenza di una partita Iva comunitaria: è indispensabile per chi intende mettere in atto scambi di natura commerciale, in termini di cessioni e acquisti di beni e servizi, con gli altri soggetti residenti in altri Paesi intracomunitari;
  • Presenza di una transazione: la cessione e l’acquisto di beni o servizi non deve essere gratuita ma avvenire sulla base di un pagamento della merce;
  • Cessione territoriale di beni: i beni acquistati o venduti debbono essere stati trasportati da un paese all’altro della comunità;
  • Cessione territoriale di servizi: i servizi si considerano ceduti da un paese all’altro quando siano resi nel territorio del secondo paese da azienda o professionista che risieda nel primo paese.

Le nuove regole per il 2018
E' proprio l’innalzamento delle soglie di esclusione la principale novità del nuovo anno. Per chi acquista, infatti, non sono più previsti obblighi di comunicazione trimestrale e le soglie minime che rendono obbligatoria la presentazione del modulo mensile variano in questo modo:
  • da 50.000 a 200.000 euro (trimestrali) per gli acquisti di beni;
  • da 50.000 a 100.000 euro (trimestrali) per gli acquisti di servizi.
Per la comunicazione di cessione di beni o servizi su base mensile la soglia resta invece di 50.000 euro (trimestrali); chi ha volumi minori è tenuto alle sole comunicazioni trimestrali, ma i soggetti che non superano i 100.000 euro (sempre trimestrali) non sono comunque obbligati all’invio mensile, che ha soli fini statistici. Le variazioni effettuate nella normativa hanno lo scopo di evitare la duplicazione delle comunicazioni a carico dei contribuenti.
Beni e servizi devono essere conteggiati separatamente. In pratica, se ho acquistato 150.000 euro di servizi ma soltanto 20.000 euro di beni, ho l’obbligo di compilare il modello solamente per la prima categoria e non per entrambe.
Sono anche stati semplificati i dettagli dell’informazione statistica da comunicare, che passa dal sesto al quinto livello del sistema di classificazione statistica dei prodotti [CPA], con una riduzione del 50% circa dei codici da selezionare.
Le informazioni statistiche relative agli acquisti intracomunitari di beni e servizi effettuati dai soggetti che non sono più tenuti a presentare dichiarazioni saranno ricavate dall’Agenzia delle Entrate attraverso dati già noti, come le fatture elettroniche che sono trasmesse per via telematica.

L’ultima scadenza che avverrà con le vecchie modalità sarà quella del 25 gennaio 2018.